Ambasciatori social del supermercato

Ambasciatori social del supermercato

Ambasciatori social del supermercato nel marketing digitale rappresentano una risorsa significativa.

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I dipendenti sono i primi ambasciatori social del supermercato e marchio dell’azienda

Chi più di loro conosce e interpreta i valori dell’azienda presso cui lavorano?

Pensiamo alle lavoratrici e ai lavoratori di una catena di supermercati.

I veri ambasciatori social del supermercato, nello spirito e cultura aziendale sono proprio loro, i dipendenti che a seconda dei ruoli ricoperti, giocano una partita determinante nella definizione dell’immagine aziendale.

Non solo fanno parte del supermercato, loro “fanno” il supermercato!

Con l’ingegno e la loro opera gli ambasciatori social del supermercato costruiscono tutti i giorni i segni distintivi e percepiti dell’azienda.

Ciò si traduce nell’idea che il pubblico ha di quella nota insegna di supermercati.

In quanto lavoratori esprimono e rappresentano al meglio il significato dell’insegna e della marca del distributore che appaiono all’ingresso del supermercato e sulle confezioni di vendita dei prodotti.

Sui social o sul blog aziendale, quando pubblicano i loro contenuti, contribuiscono in modo rilevante e genuino a rafforzare l’immagine dell’azienda agli occhi delle persone.

Alle persone piace leggere i post che raccontano il “dietro le quinte” di un supermercato

Solleticate dai loro post e commenti, le persone decidono di entrare in contatto con la “marca del distributore” per vivere un’esperienza sociale unica.

Questo è tanto più vero, quando acquistano i prodotti e servizi offerti da quel supermercato e possono dialogare via social con l’ambasciatore del marchio.

Le persone possono riferire all’ambasciatore del marchio le proprie esperienze sul punto vendita o muovere qualche critica costruttiva sul prodotto.

In queste comunicazioni informali, il ruolo del brand ambassador (così si dice in lingua inglese) diventa determinante e la fiducia al marchio risulta a portata di mano dell’azienda retail.

E gli imprenditori incoraggiano gli ambasciatori social del supermercato?

Non proprio. Sui social non vedo tutta questa solerzia da parte delle aziende nel chiedere ai loro dipendenti e collaboratori di adoperarsi come brand ambassador del supermercato.

Vedo nei datori di lavoro supermercati una bassa spinta propulsiva nell’incoraggiare il proprio dipendente a postare contenuti rilevanti o rispondere alle richieste sollevate dai clienti.

Richieste a volte taglienti e a volte imbarazzanti, ma anche fuori luogo. E qui viene fuori la bravura del brand ambassador nel saper dare la risposta giusta anche alla domanda “sbagliata”.

I luoghi digitali, i profili social, le pagine aziendali e i blog dei supermercati, tutti assieme dovrebbero essere popolati da post di lavoratori audaci.

Come coinvolgere i dipendenti nelle occasioni speciali

Quando si presenta l’occasione, loro dovrebbero scrivere entusiasmanti piccoli racconti sulla vita lavorativa del supermercato, capaci di suscitare con le loro parole il coinvolgimento delle persone fruitrici.

Spesso mi chiedo perché i social non pullulino di contenuti scritti dagli acuti addetti del supermercato in chiave di “ambasciatori digitali del marchio”.

Quando si presenta un fatto degno di narrazione, l’ambasciatore dell’azienda potrebbe raccontare ciò che accade attorno a lui, al supermercato o in un evento professionale, anche durante le ore di lavoro.

Gli articoli brevi che parlano dell’azienda raramente sono scritti dai lavoratori dei supermercati

Generalmente i post delle note catene della distribuzione alimentare propongono scialbi contenuti redazionali, palesi “markette”, ovvero documenti istituzionali, materiale promozionale o condivisioni di post aziendali.

Condivisioni, trite e ritrite, riproposte dal responsabile delle risorse umane in accordo con il marketing e i funzionari aziendali.

Perché tutta questa diffidenza verso le spontanee e sagaci capacità divulgative dei dipendenti?

Le persone che operano nei supermercati e nelle sedi centrali potrebbero scrivere brevi racconti meravigliosi, emozionanti, ricchi di esperienza e genuina bellezza.

Gli ambasciatori social del supermercato senza costi di marketing aggiuntivi

Il tutto senza spendere un penny in pubblicità e ottenendo in cambio valore, molto valore in termini di ritorno d’immagine su tutta la rete di supermercati.

C’è qualcosa che mi sfugge.

Lo confesso, sul tema di ambasciatore del marchio non comprendo questo diffuso comportamento difensivo, arroccato su se stesso, tipico del commercio alimentare tradizionale.

Ci deve essere una sorta di blocco psicologico nei vertici aziendali.

Le credenze frenanti dei funzionari della sede

Le funzioni apicali forse temono che i loro dipendenti possano distrarre tempo prezioso al lavoro mentre picchiettano sui tasti virtuali del loro telefonino intelligente, con conseguente calo della produttività.

Oppure credono che gli impiegati e i quadri intermedi possano scrivere contenuti inadatti per l’immagine stabilita nelle regole comportamentali del supermercato o negli statuti aziendali.

Le figure apicali delle sedi centrali possono erroneamente credere che il loro solerte dipendente si lasci sfuggire qualche inconfessabile segreto aziendale.

O peggio, non sia all’altezza di scrivere un acuto post, descrittivo di un significativo evento aziendale.

Chissà.

La perdita di opportunità irripetibili degli ambasciatori social del supermercato

Qualunque siano i motivi del diniego, le aziende della distribuzione alimentare perdono molte opportunità nel non insegnare ai loro dipendenti l’uso del social in chiave di ambasciatore dei valori aziendali.

Valori espressi tramite brevi contenuti digitali diffusi a vantaggio dei clienti, dell’azienda e non ultimo del profilo personale del singolo dipendente insignito dell’onorificenza di ambasciatore del marchio.

Le aziende di supermercati, quasi tutte, anziché utilizzare l’ambasciatore del marchio come passaparola dei valori aziendali, preferiscono investire i loro danari in artificiose pubblicità digitali.

Post sponsorizzati patinati, prevedibili, spesso scontati, a volte banali e stucchevoli, sempre riconoscibili alla distanza di mille miglia e per ciò stessi del tutto innaturali.

E poiché i supermercati, è noto, hanno a che fare col buon cibo del territorio locale, il concetto di naturalezza dovrebbe essere tenuto sempre in primo piano.

Altezza occhi non solo a scaffale, ma anche sui social e blog dei supermercati.

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